"Per tutte le volte che, mi dici basta e basta più non é"

Il tumblr - tipo.

Manuale per essere un perfetto tumblr-tipo

1. Devi avere dei tagli (se non ce li hai, procurateli)
2. devi conoscere american horror story,skins, vikings e altre serie del genere
3. Devi lamentarti di essere troppo grasso(ebbene si, qui funziona così)
4. Devi costantemente parlare di: Notte, luna piena, pioggia e vento
5. devi ingerire solo thé caldo
6. Devi scrivere citazioni di Bukowsky (o come cazz si scrive)
7. D’avenia, Baricco e i sette nani.
8. Devi amare il mare, la musica e le poesie.
9. Devi avere un amore non corrisposto (se non ce l’hai procuratelo, in caso può andar bene anche il miglior amico)
10. Devi avere screen di messaggi melensi scritti in perfetto italiano, con una punteggiatura da professionista ( ma soltanto io ho un fidanzato che ancora mette qualche abbreviazione di qua e di la? Mannaggia. )
11. Devi parlare inglese, francese e il linguaggio dei gesti.
12. Devi essere uno che va “controcorrente”
13. Devi essere un bestemmiatore incallito, level expert
Ed infine, ultima, ma non ultima, devi essere obbligatoriamente, costantemente depresso.

Non so, ma dico, che cazzo di problemi hai?
E` due ore che provo e riprovo a cambiare “avatar” che poi avatar ci sarai tu, e mi cambia casualmente immagine a suo piacimento.

Ora voglio sapere, ma non ti sembra di stare esagerando? Dovresti chiedermelo prima di mettere la mia faccia da qualche parte.

Io non so che problema tu abbia oggi Tumblr con il mio cellulare. Io sono molto stanca e ho molto mal di testa.

Forse sto cominciando anche a dare i numeri(?). Il telecomando non mi funziona mai quando devo cambiare canale. Soprattutto quando devo farlo velocemente a causa di tutte quelle pubblicitá inquietanti su cose altrettanto inquietanti. Sono constretta sempre a tapparmi le orecchie e canticchiare.

Oggi, quando ho deciso che sarei diventata una scrittrice solitaria ho deciso che dovevo trovare qualcosa che mi ispirasse. Ho pensato all’amore, troppo scontato. Ho pensato al dolore, troppo scontato anche questo.

Ad un certo punto ho pensato che io ho deciso di diventare una scrittrice solitaria e dannata, senza una vera motivazione. Soltanto che oggi, durante un corso di giornalismo, ho scritto un saggio che mi è piaciuto e ho imparato a dividere i miei pezzi in sequenze.

Ho pensato “che cosa fighissima”.

Mentre buttavo giu quattro parole, per dare un senso a tutte le idee confuse che mi passavano per la mente, la mia tutor mi disse che non dovevo scrivere soltanto le cose scontate e obbiettive che potevano trovare tutti superficialmente leggendo la traccia.

"Scrivi tutto quello che ti pare, tu sei padrona delle tue opere e nessuno potrá mai dirti se hai fatto bene o male" ed aveva ragione Katia, perché io posso scriverle tutte quelle frasi che mi frullano in testa una dopo l’altra, aggiungendo di tanto in tanto qualche virgola e punto.

Stasera dunque ho deciso che avrei scritto. Si, ogni qual volta ho delle idee che mi passano in testa confuse devo scriverle. Posso creare favole con castelli , draghi e principesse che devono essere salvate dal bellissimo principe verde. E posso farlo del colore che voglio questo principe perché il capo sono io.

Dunque, ho pensato, che non era importante iniziare i miei scritti sempre e soltanto ispirata da una cosa sola. L’ispirazione non è importante dato che, ogni secondo la mente e` trapassata da miliardi di pensieri e idee che variano di argomentazione.

Oggi parlo dei pali della luce, alti, dritti, grigi, che ogni giorno combattono tutti soli soletti, contro la luce del sole che li brucia, contro il vento freddo, contro la pioggia, la grandine, e ogni notte dopo ogni battaglia, si spengono in un lungo sonno. Domani parlarò delle macchine gialle, causa di molti lividi sulle braccia dei ragazzi. Si perché vi è un giochino, stupido, a mio parere, chiunque vedesse una macchina gialla dovrebbe pizzicare il braccio dello sfigato accanto urlando “macchina giaaaaallaaaa”.

Giorno 20 ho un compito di italiano. Analisi del testo, saggio o articolo. Non so, sono un po preoccupata. Vorrei tanto fare bella figura e così tratterò il saggio breve. Qualsiasi traccia sia. L’ispirazione la trovo, magari penso all’albero proprio difronte il mio banco,che mi aiuta a capire ogni giorno l’intensità del vento. Grazie albero.

Domani vorró ancora essere una scrittrice solitaria?
Non lo so. Ma mi ricorderó che prima di cominciare, non dovrò cercare,mai e poi mai, qualcosa che mi ispiri. Se ti imponi l’ispirazione, secondo una riflessione personale, nel 99,9% dei casi non riesci a scriverci su niente.

Buonasera, come stai?

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